Intelligenza artificiale: amica o nemica degli studenti?

di Laura Forleo e Lucrezia Fasolato 2DL

Varie classi dell’IIS Pietro Scalcerle hanno partecipato, il 30 ottobre 2025, ad un incontro sull’uso e i pericoli del digitale tenuto da Ettore Guarnaccia, manager e divulgatore nel campo della cybersecurity. In questo incontro i ragazzi hanno approfondito l’uso del digitale, analizzando con attenzione i rischi e i pericoli di quest’ultimo. Guarnaccia ci ha spiegato come il nostro cellulare catalizzi la nostra attenzione, facendoci rimanere concentrati solo su di esso. I leader della Silicon Valley, un’area geografica in California, sede di imprese che operano nell’alta tecnologia e innovazione, lavorano sull’attention economy (metodo per catturare l’attenzione), sfruttando meccanismi neurologici per aumentare i profitti.

Inoltre consapevoli degli effetti negativi del cellulare, ovvero ansia, depressione, bassa autostima, solitudine e pensieri suicidi, ne vietano l’uso ai figli e, per non farli cadere in una dipendenza, li mandano in scuole steineriane (Waldorf school). Per approfondire l’argomento Guarnaccia ha ricordato un esperimento, chiamato Skinner’s Box, ideato da Burrhus Skinner, in base al quale fu rinchiuso un topo in una gabbia insieme ad una levetta che offriva una ricompensa variabile.  Fu notato l’aumento del livello di dopamina del topo che lo spingeva a schiacciare con elevata frequenza la leva per scoprire la ricompensa che avrebbe ricevuto.

Abbiamo inoltre parlato della loot box, una cassa che si trova all’interno dei videogiochi (come Fortnite), che sfrutta il meccanismo della ricompensa variabile, comportando un boom di dopamina. Il digitale occupa tutti i momenti della nostra vita, non lasciando spazio ad attività costruttive. E’ importante invece avere momenti senza stimoli per sviluppare pensieri, sogni ed emozioni che purtroppo ormai si elaborano solo quando dormiamo.

Bruce Alexander, psicologo e professore canadese, eseguì altri esperimenti con i topi. Nel primo esperimento mise un solo topo in gabbia con due abbeveratoi, uno che conteneva acqua e l’altro, invece, con acqua e eroina. Per riempire il buco emotivo causato dalla solitudine, il topo bevve solo acqua con eroina. Successivamente aggiunse altri topi alla stessa gabbietta e risultò più utilizzato l’abbeveratoio che conteneva solo l’acqua. Questo può essere semplicemente spiegato dalla cosiddetta dipendenza patologica. Quando si affronta una situazione molto negativa, ci si affida ad una gratificazione artificiale, come dimostrato nel primo esperimento, dall’effetto limitato. Se invece ci si affida ad una gratificazione naturale, si ha un effetto massimo che dura nel tempo.

Il pruning è la penalizzazione delle aree del cervello meno sollecitate, che mette in vantaggio quelle più sollecitate. Se usi il digitale sin da piccolo non dai spazio allo sviluppo delle attività motorie. Di conseguenza c’è una potatura sinaptica per cui sono maggiormente sviluppate le capacità digitali e trascurate quelle relative al nostro corpo. L’eccessivo utilizzo delle tecnologie porta a conseguenze, sia sul piano estetico che patologico. A livello estetico si possono sviluppare una conca sulla testa, derivata dall’uso di cuffie pesanti, e una schiena gobba, a causa della sbagliata postura che si acquisisce da rilassati. Si possono inoltre sviluppare patologie come la miopia, l’obesità, derivata dal poco movimento e la riduzione del QI.

Infatti se si fa un uso eccessivo dell’AI si utilizza solo una parte del cervello, le cui potenzialità non vengono quindi sfruttate interamente. Spesso non ci si può fidare delle informazioni ricavate dall’AI che è infatti addestrata a dare risposte seguendo una serie di statistiche, non sempre corrette.

Nell’ultimo periodo è utilizzato sempre di piu’ Chat GPT, un tipo di AI che provoca un sottosviluppo del cervello e debiti cognitivi nell’età adulta.

AI o l’intelligenza artificiale che utilizziamo tutti i giorni è detta generativa, ed è quella più nota e innocua, la cosiddetta punta dell’iceberg. In verità ci sono anche altre intelligenze artificiali non ancora inventate o di cui noi non conosciamo l’esistenza. Le seguenti sono ordinate in base alla potenza: la general AI, la super AI e la quantum AI, la più potente finora.

Secondo dati raccolti, nel corso del Novecento la popolazione stava diventando progressivamente più intelligente. Questo trend cambiò negli anni 2000 con il ricorso dell’effetto Flin: ci fu infatti una ricaduta sul QI per colpa dell’uso smisurato dello smartphone. Questo ridusse anche i rendimenti scolastici: una statistica ha riportato che solo uno studente su due raggiunge il livello normale nelle prove invalsi. Ciò significa che circa metà della popolazione soffre di analfabetismo funzionale e quindi non è pronta ad affrontare la vita.

Se non c’è proprietà di linguaggio manca la capacità di esprimere i nostri pensieri costringendoci ad usare quelli altrui. Ognuno di noi dovrebbe avere la capacità critica di pensare autonomamente, altrimenti si rischia la manipolazione altrui e l’aumento delle violenze.Inoltre l’eccessiva esposizione a fonti di radiofrequenza implicano l’alterazione del ciclo circadiano sonno-veglia. Il fatto di non sviluppare un approccio critico alla realtà ci porta a seguire le challenge che troviamo sui social.

Gli influencer promuovono falsi principi privi di etica. Sono interessati unicamente al guadagno e sfruttano i loro followers come strumento per raggiungere quell’obiettivo. Molte persone sono inoltre vittime di ricatti a causa della circolazione in rete di immagini e dati personali (ad esempio il sexting) per obbligare le vittime a seguire i loro comandi. Con lo sviluppo delle tecnologie sono stati creati veicoli a guida autonoma che superficialmente possono sembrare una scoperta brillante e utile per l’uomo.

Tuttavia è stato provato che questi veicoli non sono sempre in  grado di riconoscere le persone e i cartelli stradali, rivelandosi in alcune situazione un pericolo e rischio per la comunità. Sono inoltre state ideate armi che sono programmate per sparare (droni). Risultano un problema perché non possiedono la medesima emotività, capacità di discernimento ed empatia di un soldato. Se un soldato incrocia un bambino innocente potrebbe riconoscere empatia per esso e decidere di non sparargli. L’arma programmata no. Inoltre sono molto note le nuove tecnologie in grado di lavorare come noi umani. Certe società ed agenzie preferiscono l’assunzione di un robot perché più efficiente ed efficace nel lavoro, più veloce e meno costoso.

L’unico lavoro umano che l’intelligenza artificiale non potrà mai rimpiazzare è quello nell’ambito della Cybersecurity. Il fisico statunitense John Hopfield afferma di non comprendere l’intelligenza artificiale perché consapevole che essa crei disuguaglianza e disoccupazione. Inoltre inquina e consuma moltissimo. Geoffrey Hinton, informatico e psicologo canadese, si licenziò da Google per parlare delle gravi conseguenze che causa il digitale.

L’intelligenza digitale ha infatti rischi distruttivi ed esiti disastrosi. Un’altra cosa di cui dovremmo preoccuparci è il “Multiverso”, ovvero un nuovo universo digitale, completamente in 3D in cui vivremo in un ipotetico futuro.

“Ready Player One”, un film del 2018, ci da’ un’idea del cosiddetto “Multiverso”, proiettandosi nella nostra vita futura: secondo il film vivremo in baraccopoli, piccole abitazioni dotate soltanto di un letto e un bagno, sufficienti per vivere perché si farà tutto da casa con un visore.

Vi sembra bella come realtà?

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