Workshop teatrale sul bullismo e cyberbullismo: capire per cambiare

Luz Manesco e Chiara Giraldo 3DL

Il workshop teatrale sul bullismo e cyberbullismo, tenutosi nell’ auditorium dello Scalcerle il 05/02/2026 e guidato dagli esperti Claudia, Emanuele e Mattia, è stata un’esperienza autenticamente formativa, capace di coinvolgerci sul piano umano prima ancora che su quello teorico. Fin dall’inizio siamo stati suddivisi in piccoli gruppi, così da favorire un dialogo più intimo e consapevole. In questo clima raccolto abbiamo ascoltato storie vere di bullismo: testimonianze intense, talvolta dolorose, che hanno messo in luce quanto parole e gesti, se usati con superficialità o cattiveria, possano segnare profondamente l’animo di chi li subisce. È emerso con chiarezza che non si tratta di “scherzi”, bensì di atti capaci di lasciare ferite invisibili ma durature.

Successivamente abbiamo partecipato a un’attività in cui tutti eravamo in piedi. Una persona si poneva al centro del cerchio e sceglieva un compagno a cui rivolgere un apprezzamento. Se il sentimento era ricambiato, i due si scambiavano di posto. Questo semplice esercizio ha generato un clima di fiducia e valorizzazione reciproca, ricordandoci quanto la parola possa diventare strumento di costruzione anziché di distruzione. In un contesto sociale spesso segnato da giudizi affrettati, fermarsi a riconoscere il valore dell’altro si è rivelato un gesto potente.

La parte più creativa è stata l’improvvisazione teatrale ambientata a Hogwarts. Abbiamo costruito insieme una storia originale che aveva come protagonista un elfo domestico, figura apparentemente fragile ma dotata di grande dignità; un antagonista, Giampiero, studente con un solo braccio e un atteggiamento arrogante; accanto a loro personaggi singolari come Marco Aurelio, sempre accompagnato dal suo fedele cavallo, una teiera magica incline agli attacchi di panico e Soia, minuta e con gli occhiali. Il titolo scelto, Proprietà tecnologiche, è stato scelto dal destino, prendendo un libro scolastico semplicemente a caso. Divisi in gruppi da tre, abbiamo poi esplorato emozioni e pensieri dei personaggi, esercitandoci nell’immedesimazione. Ogni gruppo ha poi proposto un finale diverso e i migliori tre, selezionati con l’“applausometro”, sono stati poi interpretati sul palco: c’era chi immaginava vendetta, chi giustizia, chi un cambiamento interiore.

L’incontro si è concluso con una testimonianza reale che ha riportato la riflessione alla concretezza della vita quotidiana. Dietro certi comportamenti aggressivi si celano spesso fragilità e difficoltà familiari. Una ragazza, trovando il coraggio di rivolgersi a una psicologa, ha dimostrato che chiedere aiuto è un atto di forza. Il messaggio finale è stato chiaro: il bullismo riguarda tutti. Tacere significa permettere che continui; parlare e intervenire, invece, significa scegliere responsabilità, empatia e rispetto.